Italia, amore mio?


Come primo post del 2026 ho deciso di seguire i trend dei social.
Cosa stavo facendo nel 2016?

Mi stavo preparando a lasciare il mio Paese. Arrabbiata, delusa, rancorosa.

Un Paese che non sentivo più mio. E, sopratutto, un paese in cui non volevo crescere mio figlio, che stava per compiere 14 anni. Per tre anni avevamo pianificato di trasferirci all estero, per un breve o lungo periodo di formazione. E lo abbiamo fatto. Senza dare ascolto ai giudizi, alle paure, alle minacce.

Abbiamo scelto la Svezia, per molte ragioni. Alcune delle quali forse non esistono più oggi. È stato un cambio radicale per tutta la famiglia. E non è stato facile.

Göteborg, my home since 2016

Vivere in un altro Paese ti mette di fronte mille opportunità, incognite, e scelte. Ogni giorno senti di non appartenere più al posto in cui sei nata, e non ancora al posto in cui stai vivendo. Ogni giorno è una sfida, e ogni giorno costruisci una nuova cassetta degli attrezzi per fronteggiarla.

Mi sono reinventata. Ho vissuto cinque vite in dieci anni. Ne porto i segni, ma anche esperienza e consapevolezza.

Due anni fa, improvvisamente (?), ho realizzato che volevo qualcos'altro. Ostinarmi ad entrare in un vestito ormai troppo stretto mi stava rubando energie vitali. L'orgoglio di vedere un figlio realizzarsi grazie alle opportunità che questo Paese gli ha dato (e alla sua tenacia), non mi bastava più.

E allora che fare? Che cosa c'era nel mio futuro che non riuscivo a vedere?

In questi anni L'Italia e la Svezia sono cambiate molto. E sono cambiata io, e le mie priorita'. Da appassionata di politica e sociologia, posso solo osservare questi cambiamenti ed interpretarli.

Oggi mi sento libera di scegliere.

In questi 10 anni ho apprezzato i ritmi della Svezia, l'onorare il tempo libero, il cambiare ritmo al cambiare delle stagioni anche in citta', il rispetto per l'altro e per i suoi spazi. Ma mi sono mancate molto, moltissimo alcune cose.

Non sono la versione femminile di Checco Zalone, ma, eliminando i massimi stereotipi, mi manca la socialità. Le amicizie spontanee. Le conversazioni casuali al bancone del bar. Le cene a casa. Ne ho sentito la mancanza.

Poi mi sono fermata, ho smesso di cercarla ad ogni costo, e ho ascoltato me stessa trovando un significato in questa solitudine. L'ho accolta ascoltandomi. Leggendo, meditando, curandomi. Ho atteso ed e' arrivato il senso.

La vita da expat ci porta a spingere per fare amicizie, per colmare i vuoti, per non restare soli. Puo' svuotarci. Di senso e di energie. Soprattutto quando non sai piu quale e' il tuo posto. Devi fermarti per trovarlo.

Per scoprire che il posto e' dentro di te, in qualunque luogo del mondo tu sia.

Detto questo, ci sono differenti posti per differenti momenti della vita, io credo.

Io credo molto nella circolarita' della vita, delle esperienze e degli avvenimenti. Non siamo alberi radicati a terra, abbiamo la possibilita' di spostarci dove il nostro cuore, il nostro corpo e il nostro spirito, vuole andare. Le radici del cuore, quelle non moriranno mai. Il tuo posto, i tuoi affetti, le tue storie, fanno parte di te, le porti con te nel mondo.

Inizia a raccontare la tua storia. Raccontatela.

Diventeranno piu chiare e ricche di senso. Ti nutriranno nei momenti di fame. Ascolta il tuo bisogno di andare, importante come quello di tornare.

In questo 2026 nuovi progetti stanno prendendo forma. Perché li ho cercati, li ho voluti.

O forse loro hanno trovato me.

Progetti che mi porteranno per un po in Italia, quell´Italia che ancora resiste, che non vedevo piu´. E mi prendero´il bello. I profumi, i colori, le voci, le urla, le risate, le cene, il duro lavoro, il sole. Tutto quello che mi e´mancato e che non sapevo di desiderare.

Tornero´al lavoro che amo, alla relazione di aiuto, arricchita di competenze ed esperienze. E intraprendero´un nuovo progetto che vibra da qualche anno, e finalmente ha avuto il coraggio di uscire.

Il primo ”frutto ” di questa mia nuova fioritura personale, e´un ritiro per sole donne. Per offrire tutto cio´che ho imparato e vissuto. Pratiche Yin yoga, meditazioni Nidra. E counseling.

Per ripartire forse, come ho fatto io. O per fermarsi. Se ne hai bisogno tu.

Volere non e´sempre potere. E, a volte, cullarsi nei pensieri positivi ci disperde. Parleremo di pensieri positivi, di possibilita´, di volonta, di limiti. Limiti da scavalcare. O da aggirare.

Troveremo un senso per amarci, per amare il nostro corpo di donne, a qualunque eta´.

E poi ancora, dimmi tu cosa vorresti da questa esperienza?

Avremo due sessioni. Due differenti appuntamenti. Un gruppo italiano ed un gruppo inglese.

solo 8 posti. Intimo, delicato. Lento.

Per ricaricarti.

Scrivimi, c'è un posto per te.

g.


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