Perche' ho smesso di cercare una piattaforma e ho iniziato a cercare un luogo


I mesi sono scivolati via e siamo già a metà anno

Ho passato questo tempo a imparare a vivere l'ennesimo cambiamento, accaduto, voluto.

Sono tornata in Italia, per un po'. Per vedere l'effetto che fa.

To reconnect with the part of me that longs for human connection, a part that had grown far too quiet.

A volte scegliamo il cambiamento non perche sappiamo dove ci porterporterà, ma perche qualcosa dentro di noi ci sussurra che è tempo di muoversi.

Ed io ho ascoltato quel sussurro.

Ho pianificato, studiato e incontrato nuove persone.

Ho cercato una via per propormi o ripropormi al mercato italiano.

Ho letto e scritto. Ho riso e pianto.

Ho sperato e disperato.

Mi sono sentita fuori luogo, fuori tempo. Ho cercato la giusta piattaforma, il giusto software, il modo giusto di proporre la mia competenza.

Ed eccomi li. Io che aiuto a riconoscere e gestire l'ansia da prestazione, completamente avviluppata, nel gorgo.

Solo ieri, squagliata da questa onda di calore che gli idioti insistono a chiamare ANOMALA Figuriamoci Ho capito che stavo andando nella direzione sbagliata.

Nulla mi risuonava.

Non voglio l'ennesima piattaforma dove performare.

Voglio qualcosa d'altro.

Voglio un luogo dove incontrare le persone.

Dove poterle incontrare anche se sono un po' qui ed un po' là.

Un non luogocome direbbe qualcuno.

O forse, direi io, un posto dove materializzarsi o smaterializzarsi.

Poco fa e' arrivato il nome per quel luogo.

Prima però lascia che ti racconti come l'ho trovato.

Da ragazzina ho sempre avuto le amicizie del cuore;quelle amcizie che incontri quasi ogni giorno, con le quali parli per ore. Condividi sogni, delusioni, primi amori, fantasie, emozioni tipiche di età.

Sono sempre stata una buona confidente. Guarda caso...

Questo succedeva durante l'anno scolastico ma soprattutto in estate, in Liguria, dove stato con mia nonna.

Un momento magico che ricordo con dolcezza.

Dopo pranzo, in attesa di poter tornare in spiaggia (mai prima delle 16.30), ci trovavamo giu' in cortile, sotto una palma, di quelle che crescono veloce, al ritmo dell'estate.

Un posticino all'ombra.

Ognuno di noi arrivava da portoncini diversi, ma tutti sapevamo che a quell'ora avremmo trovato qualcuno li.

Qualcuno a cui raccontare del nostro amore appena visto in spiaggia.

Con cui condividere i programmi per settembre.

Con cui lamentarci dei nostri genitori.

con cui fare giochi di parole sciocchi.

Con cui parlare del libro estivo, perche' no?

Con cui leggere le lettere a Cioe'il giornaletto che, in un modo o nell'altro, ci ha fatto educazione affettiva e sessuale!

Can you picture it?

Quel posto e' li nel mio cuore.

Oggi e' un posto diverso.

Si chiama "Sotto le betulle". Sotto le Betulle.

Non piu' sotto una palma ma sotto le mie amate betulle della mia amata Svezia.

C'è qualcosa di magico nel frusciare delle betulle.

Il suono e' la cosa piu' vicina alla voce di un Dio.

Se ti fermi ad ascoltare quel frusciare, sembra ti parli.

La palma ora e' una betulla.

Un posto sotto il quale sedersi.

E far scendere le spalle.

Per rimanere curiosa.

E aperta agli altri esseri umani.

Prendi un cuscino.

Ho un sacco da raccontarti.

E altrettanto mi piacerebbe ascoltare.

Nei prossimi mesi Sotto le Betulle diverra' un posto dove parlare di:

  • Cambiare Paese
  • Cambiare lavoro
  • Perdere il tuo equilibrio e ritrovarlo
  • Riscoprirti
  • Reinventarsi dopo i 40 anni
  • Imparare ad abitare l'incertezza

Condividero' la mia storia.

Forse lo farai anche tu.

Insieme ad un piccolo circolo di donne.

Non troppe.

Non sono mai stata una da grandi compagnie.

Se ti va, trova un posto sotto le betulle, mi piacerebbe molto.

Mandami una mail.

Tra qualche settimana iniziamo.

g.


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